Facebook, dimmi tutte le cose che abbiamo in comune. Gruppi: importanti novità

Gruppi Facebook

Cantava Daniele Silvestri: “Le cose che abbiamo in comune sono 4850. Le conto da sempre, da quando mi hai detto “Ma dai, pure tu sei degli anni ’60?”

Come ben sappiamo le conta anche Facebook, ma in questo periodo si sta impegnando in modo particolare per farcelo sapere e per farci sapere soprattutto quali cose conta e perché contano davvero.
Facebook continua a lavorare sui propri tool e sulla propria reputazione in un periodo di critiche intense, causa trascorsi negativi di un certo rilievo come problemi di fake news, interferenze elettorali e difficoltà nel proteggere i suoi 2 miliardi di utenti dall’uso improprio dei dati (Leggi il nostro articolo sul caso Cambridge Analytica).

Alcune novità in questo senso, principalmente riguardanti i Gruppi.

Facebook sta mettendo in risalto cosa abbiamo in comune con chi ha lasciato un commento sul post, ad esempio se fa parte dello stesso gruppo pubblico o se lavora per la stessa azienda, senza essere nostro “amico”.

Facebook ovviamente mostrerà solo le informazioni rese disponibili al pubblico e queste verranno mostrate attraverso l’etichetta ” things in common”.

A Palo Alto si continua anche a sviluppare per convincere brand e inserzionisti che i Gruppi valgono il loro tempo e impegno.

Lo scorso anno sono stati lanciati i Group Insights per aiutare gli amministratori a vedere le metriche relative alla crescita, all’attività e all’adesione ai loro gruppi. Ora si stanno espandendo le feature per consentire agli amministratori e ai brand di collegare i gruppi con il pixel (il codice che è incorporato in un sito Web per tracciare il coinvolgimento degli annunci di Facebook), per capire come i membri del gruppo interagiscono con il sito web.

Per proteggere la privacy, le nuove statistiche di gruppo collegate al pixel saranno disponibili solo per gli amministratori di gruppi con 250 o più membri. Al momento siamo alla fase di test con un piccolo numero di partner scelti, le implementazioni e gli aggiornamenti in questo senso continueranno nelle prossime settimane.

Offrire ai gruppi l’accesso al pixel di Facebook consentirà ai brand di determinare in che modo il contenuto del gruppo influisce sul traffico e sulle conversioni nel sito web.

Con queste metriche di rendimento i brand saranno in grado di misurare quanto successo hanno. La vera sfida sarà la capacità di retention e di generare contenuti interessanti per la propria audience.